la marca dei Gadaldini

1. varianti

+ 1 ; + 2 ; + 3 ; + 4 ;
+ 5 ; + 6 ; + 7

2. tartaruga moralizzata

+ Esopo
+ Bomarzo

3. tartaruga, antichi

+ metopa
+ terracotta
+ specchio
+ Ermes psicopompo

4. Inno a Ermes

+ the Mock Turtle

5. lira da braccio

+ la Bibbia di Borso
+ Schifanoia

6. gallo e tartaruga

+ Aquileia, Plèroma
+ due galli due tartarughe
+ bambino e gallo

7. scimmia e tartaruga

+ Kalila e Dimna
+ Ms. arabo; Cosmè Tura
+ Mss. persiani
+ scimmie, bambini

8. gigli

+ purezza, amore
+ fecondità
+ regalità
+ salvezza

9. il bambino, tornare

+ giochi
+ L'infanzia nasce ...
+ putti: gli antichi
+ putti: Rinascimento
+ La tortue

[a cura di a.l.]

4. Inno a Ermes

Un bambino e una tartaruga si sono già incontrati in principio. La storia è quella -- bellissima, probabilmente decisiva dal punto di vista che ci interessa qui -- dell'invenzione della lira. La troviamo nell'inno dedicato a Ermes/Mercurio (Inni omerici, II, 20-54).

segno cromito (tartaruga)

Il dio appena nato si alza dalla culla e esce dalla grotta di Cillene, in Arcadia, dove la madre Maia lo ha partorito. Mentre già pensa alle vacche di Apollo, che ruberà poco dopo, sùbito nell'erba incontra una tartaruga:

lira Egli, quando balzò fuori dal grembo immortale della madre, non giacque a lungo inerte nella sacra culla, ma saltò in piedi e si diede a cercare le vacche di Apollo, varcando la soglia dell'antro dalla volta sublime. Là fuori trovò una tartaruga, e ne trasse gioia infinita: in verità Ermes fu il primo che fece cantare una tartaruga. Quella gli si presentò all'uscita della corte, dove zampettando tranquilla, davanti alla casa, si nutriva dell'erba rigogliosa. Il veloce figlio di Zeus rise vedendola, e subito disse:

"Un segno molto fausto per me, e così presto! non lo disprezzo. Salve, amica della mensa, dall'amabile aspetto, compagna della danza: con gioia ti incontro, bel giocattolo. Da dove vieni? Tu indossi un guscio variegato, tartaruga che vivi sui monti; io ti prenderò e ti porterò a casa, con me. So che mi sarai utile e non ti trascurerò: anzi, tu gioverai a me prima che a ogni altro. Stare in casa è meglio: c'è pericolo fuori. Viva proteggi dalle cattive magie, ma una volta morta canterai forte".

Così disse e, sollevatala a due mani, subito si diresse dentro la casa, portando il bel giocattolo. Poi, spingendo con una lama di grigio ferro, estrasse la polpa della tartaruga abitatrice dei monti. Come quando un rapido pensiero attraversa l'animo di un uomo che travagliano numerosi affanni, o quando balena dagli occhi la luce dello sguardo, così il glorioso Ermes pensava insieme le parole e gli atti.

Tagliati nella giusta misura steli di canna, li infisse nel guscio della tartaruga, perforandone il dorso. Poi, accorto, tese tutt'intorno una pelle di bue; fissò due bracci, li congiunse con una traversa e tese sette corde di minugia di pecora, in armonia fra loro. E quando l'ebbe costruito, reggendo il suo giocattolo, col plettro ne saggiò le corde, una dopo l'altra: quello sotto la sua mano diede un suono prodigioso, e il dio lo seguiva col suo dolce canto
[...]

tana di tartaruga
tana di tartaruga, foto di William K. Hayes, dalla sua pagina
web dedicata alle tartarughe del deserto

3. tartaruga, antichi 5. lira da braccio