la marca dei Gadaldini

1. varianti

+ 1 ; + 2 ; + 3 ; + 4 ;
+ 5 ; + 6 ; + 7

2. tartaruga moralizzata

+ Esopo
+ Bomarzo

3. tartaruga, antichi

+ metopa
+ terracotta
+ specchio
+ Ermes psicopompo

4. Inno a Ermes

+ the Mock Turtle

5. lira da braccio

+ la Bibbia di Borso
+ Schifanoia

6. gallo e tartaruga

+ Aquileia, Plèroma
+ due galli due tartarughe
+ bambino e gallo

7. scimmia e tartaruga

+ Kalila e Dimna
+ Ms. arabo; Cosmè Tura
+ Mss. persiani
+ scimmie, bambini

8. gigli

+ purezza, amore
+ fecondità
+ regalità
+ salvezza

9. il bambino, tornare

+ giochi
+ L'infanzia nasce ...
+ putti: gli antichi
+ putti: Rinascimento
+ La tortue

[a cura di a.l.]

9. il bambino, tornare

Il bambino è nudo, appena uscito al mondo che conosciamo. La tartaruga è animale di un altro mondo, il suo nome in italiano rimanda al Tartaro (la tartaruga di Aquileia). Ma l'atmosfera in cui respira la nostra immagine è quella del gioco.

W. Blake, America a Prophecy, 1821, c. 13 (Fitzwilliam Museum, copia 0)

cromitos: Paperino cavalca una tartaruga Un bambino a cavallo di un animale è un bambino che gioca. E qui, in particolare, gioca "a fare" Ermes/Mercurio. Al gioco rimanda infatti l'episodio dell'invenzione della lira, dove a questo elemento lieve, libero, sono intrecciate violenza e morte: Una volta morta canterai forte, dice Ermes. Il suo gioco comprende anche il coltello con cui aprirÓ il guscio della tartaruga.

lo sguardo del bambino: part. della marca tipografica dei Gadaldini Settis ha richiamato, per le antiche immagini di un efebo o di un uomo a cavallo di una tartaruga, il viaggio dell'eroe verso il mondo dei morti. Lo stesso luogo attende la scimmia di Kalila e Dimna quando monta a cavallo della tartaruga.

D'altra parte l'impressione, di fronte alla marca dei Gadaldini, è che il bambino torni di là. Nudo, cavalca la tartaruga, segno di quel mondo, ma il suo sguardo nero è rivolto a noi. L'infanzia nasce ...

Il bambino, il putto, è una figura frequente nell'arte antica e nei primi secoli cristiani, soprattutto sulle lastre dei sarcofagi dove annuncia la liberazione del fedele di Dioniso o di Cristo. La ripresa rinascimentale del motivo si conclude con l'identificazione tra putto e "amorino". Una semplificazione che, nel caso della nostra marca, non compromette il senso salvifico dell'immagine ("amorino" - Amore - il beneficio di Cristo).

I gigli alzati a due mani verso il cielo, come un trofeo, sono gli stessi che vediamo nelle immagini dell'Annunciazione, nelle Lily-Crucifixions o, insieme alla spada, ai lati della bocca del Cristo che viene a giudicare vivi e morti.

anforetta di profumo, Aquileia Devono avere lo stesso profumo che si trova nel vasetto alle spalle del gallo e della tartaruga di Aquileia. Mentre l'Orfeo cinquecentesco, per esempio nella marca di Francesco Ziletti, imbraccia la stessa lira del bambino a cavallo di una tartaruga nella Bibbia di Borso, la stessa che, sotto una diversa figura, accompagnava il canto del dio bambino:

xilografia di R. Dufy per La tortue d'Apollinaire       Les animaux passent aux sons
      de ma tortue, de mes chansons.

È grazie al suo canto, al suono della sua lira, che Orfeo ha potuto tornare dal mondo dei morti; dopo tre giorni le donne hanno trovato il sepolcro di Gesù spalancato, i soldati addormentati. La scimmia è tornata al suo albero.

Il vecchio Antonio Gadaldini dal carcere è tornato a Modena a baciare le mani del vescovo e dell'inquisitore, poi a morire. L'inno a Ermes si chiude, come gli altri della serie, con la formula: "Io mi ricorderò di te, e di un altro canto ancora".

8. gigli