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da fare

+ catalogazione
+ digitalizzazione e
    Gadaldini

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grande Vesse de loup

[agg.to: aprile 2018,
a cura di a.l.
]


cos'è stato fatto

I dati forniti alla voce collezioni sono stati raccolti nell'ambito di un progetto d'Ateneo dedicato al recupero dei fondi antichi, svolto tra novembre 2004 e novembre 2005, a cui hanno partecipato cinque bibliotecari. A parte il caso della Biblioteca giuridica, per le altre biblioteche dell'università gran parte di quel che è stato fatto deriva esclusivamente da quel progetto.

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elenchi

Nella corso della ricognizione tra le diverse raccolte librarie si sono compilati degli elenchi con alcuni dati essenziali tratti da frontespizio, colophon, ecc. In attesa di una vera e propria catalogazione, dovrebbero dare almeno un'idea del posseduto.

Un elenco del genere, in formato rtf, esiste già da tempo per il fondo antico giuridico e, con tutti i suoi limiti, si è rivelato utile (si tratta tra l’altro di file analizzati dai motori di ricerca tipo Google):

Si sono quindi approntati gli elenchi che riguardano:

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catalogazione

Nel corso del progetto svolto tra novembre 2004 e novembre 2005 sono state catalogate circa 600 edizioni antiche, ma il lavoro si è svolto utilizzando il sistema Amicus, che era quello allora adottato, mentre nell'estate 2006 è avvenuto il passaggio a Sebina/SBN.

Le "schede", che sono attualmente visibili nell'OPAC Sebina delle biblioteche modenesi, vengono man mano riviste per conformarle agli standard previsti dal nuovo sistema. D'altra parte, se il passaggio da Amicus a Sebina aveva comportato una sosta al lavoro dei catalogatori nel periodo della migrazione e un rallentamento legato ai tempi necessari per lo studio e l'addestramento all'uso del nuovo software, si è anche ridotto il numero di bibliotecari che lavorano sui libri antichi dell'Ateneo e il tempo che possono dedicare a questo lavoro (attualmente un solo bibliotecario vi si si dedica costantemente, anche se non a tempo pieno).

È stata messa a punto una
guida per i catalogatori, che sostituisce -- riprendendone le parti ancora utilizzabili -- una precedente dedicata alla catalogazione dei libri antichi in Amicus. Non vuole essere una replica di quelle già esistenti dedicate a SBN/Sebina. Si concentra sul campo delle note bibliografiche e, soprattutto, sulla descrizione dell'esemplare; indica poi una serie di notizie attualmente escluse dalla catalogazione in Sebina ma che viene richiesto al catalogatore di rilevare.

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digitalizzazione

Per qualsiasi progetto di digitalizzazione resta fondamentale la fase preliminare di catalogazione. Tanto più se, come nel nostro caso, non si pensa a una digitalizzazione completa, a tappeto, di tutto il materiale antico, e si tratta quindi di scegliere cosa riprodurre.

Si è quindi cominciato a lavorare sui libri che venivano via via catalogati, acquisendo nei casi in cui fosse possibile (ovvero per tutti i libri della Biblioteca giuridica il cui stato lo permetteva, con l'aggiunta di pochi altri dell'Orto botanico), le immagini di frontespizi, colophon e pagine scelte. In una seconda fase si è cominciato a trattare anche le immagini delle legature, escludendo salvo casi particolari quelle novecentesche.

A queste immagini si aggiungono poi quelle che riproducono integralmente il contenuto di alcune edizioni conservate alla Biblioteca giuridica e serie consistenti di illustrazioni da due edizioni presenti all'Orto botanico.

In particolare, del fondo della Biblioteca giuridica sono stati digitalizzati alcuni libri scelti, su indicazione prof. Tavilla, ordinario di Storia del diritto, tra quelli più importanti per lo studio della storia del diritto negli stati estensi:

Casi a parte, che non riguardano la storia del diritto estense, sono costituiti da:

C'è poi una serie di edizioni dei Gadaldini, tipografi modenesi del '500, di cui si sono recentemente acquisite le immagini, e quelle di 5 edizioni della Biblioteca giuridica sono ora disponibili in rete insieme a altre della Biblioteca estense universitaria:

In questo caso la digitalizzazione rientra all'interno di un progetto e di un intero sito web dedicato ai Gadaldini. Se ne parla nella sezione dedicata all'argomento.

Dal fondo antico della Biblioteca dell'Orto botanico si propongono:

Dalla scheda di catalogo Sebina, come già da Amicus, si è creato un link alle riproduzioni digitali. Quando si consulta l'OPAC della biblioteche modenesi, se a fianco della descrizione di un libro antico compare il bottone con dicitura Oggetto digitale si tratta appunto di queste immagini tratte da libri dei fondi antichi universitari. Alcune versioni digitalizzate di intere opere ma soprattutto, come s'è detto, immagini di frontespizi, pagine scelte e legature: ed è soprattutto su questo genere di digitalizzazione mirata che si è voluto caratterizzare, in questo campo, l'iniziativa delle biblioteche universitarie modenesi.

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mostre virtuali

I tre esempi che proponiamo nascono dal lavoro sul fondo antico della Biblioteca giuridica, anche se nel secondo caso su sollecitazione di ricercatori del Dipartimento di Biologia animale del nostro Ateneo:


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i Gadaldini

La Biblioteca giuridica possiede un piccolo ma importante nucleo di edizioni dei Gadaldini, i principali tipografi modenesi del '500. Ci si è trovati a lavorare su una parte limitata ma significativa del materiale tipografico e dei legni utilizzati nella stamperia; si è cominciato a censire questo genere di materiale, raccogliere le immagini della marca col bambino e la tartaruga nelle sue varianti, serie di iniziali, fregi xilografici ecc. Si è pensato alla possibilità di arricchire il lavoro allargandolo a altre edizioni dei Gadaldini presenti in biblioteche esterne all'Ateneo, a partire dalla Biblioteca estense universitaria. Si è chiesto l'aiuto del prof. Montecchi, che sui Gadaldini ha lavorato a lungo ed è, crediamo, la massima autorità in materia.

Dal dicembre 2009 il sito dedicato ai Gadaldini è finalmente in rete. I lavori sono ancora in corso, ci vorrà ancora molto tempo perché questo progetto possa dirsi concluso, ma i primi risultati sono accessibili a tutti.

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conservazione

Nel corso della catalogazione, come già nella compilazione degli elenchi del posseduto nei vari fondi antichi, si è preso nota delle situazioni più a rischio dal punto di vista della conservazione. È risultato subito chiaro che, tra i fondi di maggiore importanza, il più bisognoso di cure era quello dell'Orto botanico.

Con le risorse specificamente dedicate dal Centro Sistema Bibliotecario d'Ateneo al recupero e alla valorizzazione dei libri antichi conservati nelle biblioteche universitarie si sono acquistate, per la Biblioteca dell'Orto botanico, una cinquantina di apposite scatole dove sono stati sistemati libri senza legatura, che rischiavano danni seri.

Si è poi organizzata una gara tra alcuni restauratori/legatori specializzati attraverso la quale nel novembre 2006 è stato assegnato a una ditta fiorentina (Il Laboratorio) il restauro di 16 volumi: uno della Biblioteca giuridica, tutti gli altri appartenenti a quella dell'Orto botanico.

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